4 mattine dedicate ai quattro stili del nuoto: dorso, crawl, rana, delfino. Si chiama inFormazione ed è il corso di approfondimento pratico tenuto da Luigi Prezioso (istruttore di nuoto, 1° e 2° livello FIN, istruttore di pallanuoto FIN, allenatore di nuoto FIN, coordinatore Scuola di Nuoto FIN) il 5/12/19 e 26 giugno dalle 09:00 alle 13:00 presso il nostro Wellness Club.

Il corso è rivolto a tutti gli istrutti, agli aspiranti istrutturi, agli addetti alla vendita, ai corsisti e ai nostri soci. I requisiti per poter parteciparvi è avere una buona acquaticità e una conoscenza sufficiente di almeno 3 stili di nuoto.

PROGRAMMA
▪Ore 09:00 inizio teoria
▪Ore 11:00 pausa caffè
▪Ore 11:30 inizio pratica
▪Ore 12:30 commenti finali
▪Ore 13:00 termine corso


COSTI
▪25 € per tutto il corso

CV Luigi Prezioso
▪Istruttore di nuoto 1° e 2° livello
▪Istruttore di pallanuoto FIN
▪Allenatore di nuoto FIN
▪Allenatore di pallanuoto FIN
▪Coordinatore scuola nuoto FIN
▪Master in Wellness Management conseguito presso l’Università Luiss Guido Carli

Necessaria la prenotazione POSTI LIMITATI
Contattare la reception allo 0835.1973570
Oppure tramite whatsapp al + 39 348 467 6457

Conoscere questo muscolo è fondamentale in quanto è il responsabile dei problemi lombari ed è lui che pian piano ti potrebbe costringere, per mancanza di esercizi e/o di stretching, a incurvarti e a camminare come un vecchietto.

Lo psoas si estende da ogni lato delle vertebre lombari fino alla parte anteriore della coscia. E’ l’unico muscolo che collega le gambe alla colonna vertebrale. Generalmente tende ad essere sempre contratto o perché sei un soggetto sedentario oppure perché sei molto attivo ma non lo stiri mai.
Se soffri di mal di schiena, problemi al ginocchio o ti senti molto stanco, con buone probabilità è colpa del tuo psoas: senza rendertene conto, tendi a contrarlo a causa dello stress o di tensioni varie (fisiche o psicologiche) e questo muscolo, sempre più corto, provoca problemi come scoliosi, dolore al ginocchio, sciatica.

Allungare lo psoas ti evita di infiammare i tendini e migliora le tue prestazioni sportive: è il principale allungamento da fare dopo una corsa.

L’aumento di peso in gravidanza è scontato, ma tornare in forma subito dopo il parto richiede tanta pazienza. Se il desiderio di ritrovare la forma subito è grande, è sbagliato cercare di adottare una dieta drastica e ricominciare immediatamente a fare sport.

E’ inutile cercare di ritrovare la linea in 4 settimane, sperando di riuscire a perdere in così poco tempo i chili accumulati in 9 mesi.  Di norma, una donna che ha preso tra i 12 e i 16 chili, ritroverà la forma in 9 mesi circa.  La media vale ovviamente per una donna che era normopeso prima della gravidanza.
Per quanto riguarda la voglia di ricominciare l’attività motoria dopo il parto, i tempi cambiano da una donna all’altra. In ogni caso, che si tratti di settimane o mesi, il consiglio è di riprendere l’attività fisica in un modo progressivo. Il consiglio è di darsi degli obiettivi chiari e semplici per ritrovare piano piano il peso che si aveva prima della gravidanza. Un altro fattore da prendere in considerazione è l’età. La situazione cambia se si resta incinta a 20, 30 o 40 anni.  Più si va avanti con l’età e più bisogna stare attente col peso. Altro fattore è se si è sportive prima di restare incinta o meno.

Appurato ciò, in questo articolo tendiamo a chiarire dopo quanto tempo si torna in forma dopo il parto e che tipo di dieta adottare e soprattutto quale attività fisica praticare dopo il parto.

Dieta. Sono fondamentali il pesce, la carne, i formaggi magri, ma anche il parmigiano svolge un ruolo nutrizionale essenziale. Non vanno dimenticati i carboidrati complessi (cereali) in quantità controllate, così come frutta e verdura in abbondanza e bere tanta acqua.

Allenamento. Il consiglio è di nuotare possibilmente dopo il parto per ritrovare la forma. Non solo perché si tonifica il corpo, ma smaltisce lo stress delle proprie giornate. Da evitare tutti gli sport estremi o quelli che hanno un impatto elevato (tennis, corsa, salto con la corda, lezioni di step, ecc.). Consigliati anche yoga, pilates, tai chi, e sala fitness due volte a settimana per bruciare calorie e tonificare il corpo.

  1. E’ considerato uno degli sport più completi e salutari per il fisico. E’ alla portata di tutti e migliora la forma del corpo.
    Praticare il nuoto non porta a bruciare molte calorie. In un’ora se ne bruciano dalle 400 alle 700 a seconda dello stile: nell’ordine, lo stile più dispendioso è il dorso, seguito dalla rana e dal crawl o stile libero. Nuotare in acqua più fredda o in mare o lago piuttosto che in piscina fa consumare più calorie.

2. Il nuoto, insieme all’atletica, è una delle specialità olimpiche da sempre più popolari e seguite. Il nuoto moderno, come lo intendiamo ora, nasce nel 1837 in Inghilterra, con l’organizzazione di vere e proprie gare. Inizialmente lo stile più adottato è la rana, ma in altri continenti si nuota già a crawl (stile libero).

3. All’inizio il nuoto si praticava in acque aperte; solo in seguito si è trasferito in piscina. Tra le prime competizioni troviamo l’attraversamento della Manica. Matthew Webb, il primo a riuscire nell’impresa, ci impiega 21 ore e 45 minuti.

4. Il crawl viene usato per la prima volta in una gara dall’americano Charlie Daniels.

5. Nelle gare di stile libero i concorrenti possono utilizzare il loro stile preferito, ma tutti adottano il crawl perché è il più veloce: ecco perché i due termini sono sinonimi.

6. Il nuoto sincronizzato oggi è una specialità esclusivamente femminile, ma fino ai primi del Novecento è considerato disdicevole per le signore, ammesse solo ne 1921 alle competizioni.

7. La prima gara ufficiale di tuffi si svolge a Milano, ai Bagni Diana di Porta Venezia, nel 1900.
I tuffi si dividono in 6 gruppi: in avanti, all’indietro, rovesciati, ritornati, con avvitamento e dalla verticale.

Età diverse quelle dei 30, 40 e 50 ma stesse esigenze: sentirsi piene di energia, essere in forma fisica, più asciutte e toniche, e possibilmente di buonumore. Ma per raggiungere questi obiettivi nelle tre fasce d’età occorre muoversi per tempo, e conoscere qualche semplice ma preziosa strategia che ci renda più facile centrare la mira.

Pertanto ecco i consigli suddivisi per età, qualche dritta alimentare e qualche accorgimento in più.

30 ANNI. Si è in un momento della vita in cui tutto sembra possibile. È il momento di impostare lo stile alimentare e l’attività fisica, ci si sente piene di energia. Attività fisica consigliata: qualsiasi (dall’allenamento funzionale, al nuoto, dal pugilato al body building, dall’aerobica al tennis. Dipende dai gusti ma anche da quanto si è allenate!)

40 ANNI. Non bisogna fare tagli all’alimentazione e continuare l’attività fisica. 40 anni segnano un momento importante da un punto di vista metabolico, per cui basta fare solamente attenzione a ciò che si mangia: sì a frutta, verdura e dieta dissociata. Attività fisica consigliata per chi è gia allenata: spinning, power jump, zumba, acquafitness, nuoto, allenamento funzionale. Attività fisica per chi si approccia: yoga, pilates. In ogni caso sia che siate ben allenate o meno non dimenticate di fare stretching dopo l’allenamento.

50 ANNI. In questa fascia d’età bisogna prepararsi ad affrontare la menopausa e a prevenire l’osteoporosi. Inoltre si registra un’altra flessione metabolica, ma se vi siete allenate a 30 e a 40 anni, a 50 siete “al sicuro”. Ricordatevi di scegliere bene cosa mangiare (frutta e verdura a volontà), di idratarvi e praticare attività aerobica due volte a settimana per mantenersi toniche.

Essere pigri e sedentari è la condizione ottimale per ingrassare, così come praticare attività motoria non è lo affatto per dimagrire. E’ bene chiarire subito questo falso mito: non è vero che sudare fa dimagrire, e neanche che dopo lo sport si può mangiare quello che si vuole. Distinguiamo insieme le buone regole dalle false credenze in fatto di dimagrimento e attività fisica. Sugli effetti dell’esercizio sulla forma fisica circolano una serie di leggende che perfino l’Istituto Superiore di Sanità ha ritenuto di dover smentire, inaugurando di recente un portale con le bufale su palestra e dintorni.

Il parametro scelto a livello internazionale per esprimere il rapporto tra salute e peso è il calcolo dell’Indice di massa corporea. La formula matematica per calcolarlo consiste nel dividere il peso, in chili, per il quadrato dell’altezza espressa in metri.

L’esame viene eseguito da un nutrizionita attraverso una bioimpedenziometria, un’analisi che serve ad avere una stima della composizione corporea: massa magra (acqua, muscoli, ossa) e massa grassa (tessuto adiposo). L’esame si basa sul dato fisico che l’acqua sia un buon conduttore di corrente elettrica mentre il tessuto adiposo sia un buon isolante: per questo viene fatta circolare nel corpo la corrente a bassissima potenza. Ci si sdraia sul lettino con quattro elettrodi su una mano e su un piede. Si rimane in questa posizione per circa dieci minuti, in modo da permettere una buona ridistribuzione dei liquidi corporei. Quindi, viene effettuato l’esame, che richiede in tutto circa trenta secondi e che non è doloroso né pericoloso (lo strumento è dotato di batterie proprie, non è collegato alla rete elettrica).

A chi non è capitato, almeno una volta, di ingerire dell’acqua e farsi prendere dal panico durante l’allenamento? Non vi è nulla di più fastidioso dell’acqua in bocca durante una perfetta nuotata. In questo articolo ti forniamo alcuni consigli su come respirare agevolmente in vasca senza ingerire acqua.

Mantieni il volto rilassato e continua a respirare

Hai paura di mettere la testa sott’acqua? Per prima cosa, rilassati. Mentre nuoti, agitazione e ansia causano involontariamente la contrazione dei muscoli del viso e, se prolungate, portano il nuotatore allo sfinimento. Rimani calmo e prendi aria ogni volta che ne hai bisogno.

Espira lentamente e agevolmente

Una volta effettuato l’ingresso della tua testa in acqua, apri leggermente le labbra e inizia a espirare delicatamente. Mentre nuoti, espira delicatamente attraverso naso e bocca, o solo attraverso la bocca secondo come ti è più comodo.

Il trucco per espirare sott’acqua è farlo lentamente. Aumenta il ritmo di espirazione quando ti senti pronto a risalire in superficie per prendere fiato. Evita di espirare troppo velocemente per non affaticarti. Calcola che il tempo di espirazione sott’acqua deve essere circa due volte più lungo rispetto al tempo d’inspirazione. Può capitare di respirare sott’acqua, ma niente paura. Piega la lingua come a pronunciare la lettera ‘K. Questo impedisce all’acqua di entrare nella trachea.

Da qualche anno si sente parlare sempre più spesso di allenamento funzionale. Gli amanti della palestra già avranno un’idea di cosa vanno a fare quando praticano un training funzionale, ma per fare chiarezza il termine functional training racchiude una vasta gamma di esercizi pensati per migliorare la forma fisica, tonificare il corpo e allenare le capacità cardiovascolari.

Che cosa si intende quando parliamo di allenamento funzionale? Questo è un tipo di allenamento i cui esercizi mimano i movimenti naturali del corpo nell’ambiente. L’allenamento funzionale, pertanto, non utilizza complicati macchinari, frutto delle ultime scoperte ingegneristiche, ma si realizza ponendo il corpo e il suo movimento come cardine degli esercizi. Questo modo di realizzare l’attività fisica nasce con lo scopo di allenarsi migliorando le capacità del corpo di svolgere le attività quotidiane.
Questa forma di allenamento permette di raggiungere ottimi risultati, sia da un punto di vista estetico, sia da un punto di vista prestazionale, per diversi motivi che ora andremo ad analizzare.

  1. Migliora le capacità del corpo di interagire con l’ambiente: per migliorare realmente le capacità fisiche in ambiente è indispensabile realizzare esercizi che simulano questa condizione, senza utilizzare macchinari che guidano i movimenti, abbandonando gli esercizi di isolamento, ma sviluppando gesti che impegnano il corpo nel suo insieme e che sono in grado di attivare diverse catene cinetiche sinergicamente, senza il supporto di alcun strumento meccanico.
    L’allenamento funzionale si basa appunto su questi principi, quindi prevede l’esecuzione di esercizi a corpo libero che attivano l’intero organismo e non soltanto alcuni muscoli.
  2. L’allenamento funzionale sviluppa tutte le capacità fisiche del corpo: forza, potenza, velocità resistenza, equilibrio: sono tutti aspetti fondamentali per questo tipo di allenamento. Eseguire esercizi con l’unico fine di tonificare un muscolo non potrà mai migliorare l’insieme delle capacità del corpo, per questo è fondamentale svolgere allenamenti più articolati. Un corpo sano è un corpo forte, scattante, agile, coordinato. E un corpo forte, scattante, agile e coordinato è un corpo sano. Non è possibile rendere tale il corpo utilizzando artificiosi macchinari che limitano i movimenti, per questo l’allenamento, per essere definito tale, dev’essere strutturato sui principi dell’allenamento funzionale.
  3. Impegna intensamente il corpo, di conseguenza permette di raggiungere apprezzabili risultati estetici (dimagrimento e tonificazione): eseguendo routine di allenamento basate sui principi dell’allenamento funzionale è possibile allenarsi meno per ottenere di più: allenamenti veloci basati su esercizi che coinvolgono tutto il corpo permettono di bruciare calorie, favorendo il dimagrimento, e di tonificare tutti i muscoli contraendoli in modo sinergico.
  4. Prevede l’impiego di esercizi molto vari e progressivamente più complessi, pertanto è divertente e mai monotono: tra i principi alla base del functional training vi è anche l’idea che l’allenamento debba prevedere l’esecuzione di movimenti molto vari, i quali devono progressivamente divenire più complessi. Un allenamento così impostato è sicuramente più gradevole e divertente dato che le cose nuove sono sempre stimolanti e più interessanti, mentre la routine a lungo andare diviene noiosa.
  5. Mette costantemente il corpo alla prova, di conseguenza è formativo anche psicologicamente e caratterialmente: ogni allenamento è una prova diversa, sempre più complessa della precedente, dato che tra i principi dell’allenamento funzionale vi è la volontà di creare una progressione nelle difficoltà dell’allenamento, attraverso l’esecuzione di esercizi sempre più articolati.
    Essere sempre di fronte a prove differenti allena anche la mente a prepararsi ad affrontare nuove sfide, infondendo determinazione e sicurezza nei propri mezzi. L’allenamento fisico diviene così strumento formativo per il carattere e la psiche.

Da non sottovalutare, infine, la funzione terapeutica dell’allenamento funzionale. Se eseguiti correttamente, gli esercizi permettono di lavorare sulla postura corretta migliorando il controllo del corpo parallelamente al potenziamento del core, ovvero dei muscoli addominali e dell’anca.

Allenarsi in un Club che dispone di una sala fitness attrezzata permette una varietà infinita di esercizi in uno spazio adeguato. Pur non necessitando dell’uso delle macchine, l’allenamento funzionale può richiedere l’uso di piccoli strumenti e attrezzi quali la Kinesis One e l’ARKE.  Ma il vero valore aggiunto della palestra è uno staff qualificato, pronto a seguire il nostro allenamento passo dopo passo.

Senza una guida adeguata, è molto facile commettere errori nella postura o nell’esecuzione degli esercizi che possono addirittura causare infortuni.

Abbiamo detto svariate volte che il nuoto è una delle attività maggiormente praticata in quanto più completa poiché coinvolge tutti i muscoli del corpo e consente di mantenersi in forma, bruciando molte calorie. Tuttavia c’è un must assoluto, di cui pochissimi impianti dispongono e il nostro Club mette a disposzione, che ti fa praticare la disciplina del nuoto sfruttando il meccanismo di nuotare controcorrente.

Nuotare andando contro una forza opposta, la corrente appunto, è più faticoso e proprio per questo è un ottimo allenamento! Gli effetti positivi sono tantissimi, vediamoli assieme:

  • tonifica i muscoli: come già anticipato si tratta di un allenamento completo che ti permette di rassodare più fasce muscolari contemporaneamente;
  • non provoca un sovraccarico articolare: grazie alla proprietà di galleggiamento dell’acqua, il peso corporeo non andrà a gravare sulle tue articolazioni;
  • stimola la circolazione linfatica: è un vero toccasana per chi soffre di gonfiore alle gambe e per chi vuole combattere gli inestetismi della cellulite;
  • allena la respirazione: respirare correttamente migliora la tua resistenza cardiovascolare, la capacità del cuore e dei polmoni di trasportare l’ossigeno ai tessuti del corpo;
  • scarica lo stress: dopo una nuotata sei più felice! L’attività sportiva aumenta la produzione di endorfine e di conseguenza ti regala una sensazione di immediato benessere.

Infine il nuoto controcorrente è molto utilizzato dai fisioterapisti nella riabilitazione motoria.

56795696_2338655216199401_6989879263570690048_n-225x300 Aqvaworld per TelethonCome ogni anno, il nostro Club  è con la Fondazione Telethon da sempre impegnata nella ricerca nel campo delle malattie genetiche rare. In occasione della Santa Pasqua abbiamo messo a disposizione di tutti, soci e non, una pesca, valida dall’11 al 20 aprile, il cui ricavato sarà devoluto a Telethon. I premi messi in palio dalla Fondazione sono in tutto 100, più 60 messi a disposzione dal Club Aqvaworld per un totale di 300 bigliettini da pescare. A tutti i partecipanti verrà donato un palloncino a forma di cuore da parte della Fondazione Telethon.

Vi aspettiamo numerosi presso la nostra Reception.