Anno nuovo, vita nuova a dieta! Sono i buoni propositi che ci si pone di solito con l’arrivo del nuovo anno e, per quanto concerne la linea, ci si fa un po’ i sensi di colpa, dopo le varie abbuffate indimenticabili e interminabili pranzi tra parenti. Purtroppo ci si ritrova sempre con qualche chilo in più e il bisogno di perderlo in fretta, attenzione però, saltare pranzi, digiunare o limitare al massimo le quantità non è la soluzione ideale per una veloce remise en forme. Ma come depurarsi dopo le feste in maniera efficace e senza fallire? Per depurarsi dopo le feste è necessario puntare prima di tutto sugli alimenti giusti. curcuma-aiuta.jpeg-300x200 Depurarsi dopo le festività natalizie: ecco 8 cibi detox per sgonfiarsi!

Ma quali sono i cibi da scegliere per depurarsi dopo le feste? Sono quegli alimenti sani che svolgono un’azione depurativa e disintossicante in grado di aiutarci a liberare il nostro organismo più in fretta dagli eccessi delle feste e permetterci di tornare in forma in modo efficace e senza troppa fatica. Dalle verdure alle spezie fino alla frutta e ai legumi. Introdurli nelle settimane successive al 6 gennaio è infatti un’ottima mossa per garantire una rapida “disintossicazione” dagli eccessi natalizi senza però ritrovarsi a fare una dieta rigida e difficile da seguire. Selezionare gli alimenti giusti e trovare delle ricette sane e gustose al tempo stesso è il modo ideale per tornare in forma ed evitare di sentirsi gonfi e appesantiti. Ma quali sono i cibi per depurarsi dopo le feste? Ne abbiamo selezionati 8:

  1. zenzero: un alimento perfetto per depurare l’organismo, digerire e combattere la nausea: insomma, l’ideale per rimettere a posto uno stomaco in subbuglio dopo le feste di Natale. Può essere aggiunto come spezia a vellutate e zuppe, mangiato a fette (zenzero disidratato) oppure in infusione, come tisana; cavolini-di-bruxelles.jpeg-300x168 Depurarsi dopo le festività natalizie: ecco 8 cibi detox per sgonfiarsi!
  2. cavoletti di Bruxelles: non particolarmente amati dai più per via di un odore non proprio piacevole, i cavoletti di Bruxelles sono in realtà un vero toccasana per il fisico. Sono ricchi di fibre, vitamine e dei cosiddetti “composti fitochimici”, sostanze con molte proprietà benefiche;
  3. mirtilli rossi: noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, i mirtilli rossi godono di moltissimi benefici, tra cui riduzione del rischio di malattie cardiache, infarti, pressione sanguigna alta e obesità. In più, sono degli ottimi alleati della digestione;
  4. carciofi: rappresentano un altro alimento detox altamente efficace, hanno un effetto diuretico, facilitano lo smaltimento delle tossine e purificano l’intestino;
  5. lenticchie: ricche di fibre e di valori nutrizionali ma povere di calorie, le lenticchie aiutano la digestione e il funzionamento dell’intestino, rappresentando un vero toccasana contro stitichezza e gonfiore;
  6. finocchi: sono particolarmente indicati in una dieta disintossicante: hanno un potere depurativo, contengono poche calorie e stimolano la diuresi, aiutando le funzioni intestinali; barb.jpeg-300x160 Depurarsi dopo le festività natalizie: ecco 8 cibi detox per sgonfiarsi!
  7. barbabietole rosse: ricche di vitamine e minerali e poco caloriche, le barbabietole rosse sono un elemento fondamentale in una dieta detox. Grazie alle loro proprietà antiossidanti, aiutano il fegato e la cistifellea a eliminare le tossine e svolgono un’azione fortemente depurativa;
  8. curcuma e altre spezie in sosituzione al sale: abbandonate il sale a vantaggio di spezie dalle proprietà disintossicanti tra cui rosmarino, timo, cumino e curcuma.  In particolare quest’ultima svolge un’azione purificante e antinfiammatoria.

sauna_0.jpeg-300x200 La sauna e i suoi benefici: diminuisce i rischi cardiovascolariFare regolarmente la sauna abbassa il rischio di malattie cardiovascolari sia negli uomini, sia nelle donne tutti over 50. E’ quanto afferma una ricerca finlandese condotta  su 1600 soggetti che si sono sottoposti da 4 a 7 saune a settimana. Secondo questo studio le persone con età superiore a 50 anni che fanno regolarmente dalle 4 alle 7 saune a settimane ridurrebbero la mortalità per cause cardiovascolari di un terzo.

Quando non si riesce a dimagrire pur seguendo una dieta e un programma di allenamento dimagranti, la causa principale è il metabolismo lento, ecco perché è importante capire come accelerare il metabolismo con l’attività fisica. Ognuno ha un suo metabolismo, che può rallentare con l’età e/o in conseguenza di una vita sedentaria, di particolari malattie, terapie mediche o di diete o programmi di allenamento scriteriati.

fitness.jpeg-300x200 Come accelerare il metabolismo con l'allenamento

Rallentamento del metabolismo: cause

Per metabolismo si intende l’insieme dei processi fisici e chimici di un organismo che ne determinano il mantenimento, l’accrescimento e il rinnovamento. In condizioni di salute ottimale, più è veloce più calorie bruciamo, più il nostro fisico mantiene una buona forma fisica. Oltre alle cause genetiche, indipendenti da abitudini o comportamenti dell’individuo, alimentazione e allenamento sbagliati sono le cause principali del rallentamento metabolico: purtroppo quando si tratta di iniziare una dieta o un programma di allenamento è molto diffusa la cattiva abitudine del “fai da te”, la quale può portare a conseguenze drammatiche dal punto di vista fisico e rendere molto difficile il processo di dimagrimento. Il peso individuale è dato da massa grassa, massa magra e liquidi corporei. Scendere di peso sulla bilancia non significa automaticamente perdere la massa grassa, anzi il più delle volte, per la smania di voler vedere scendere i chili sulla bilancia, si esagera con gli allenamenti cardiovascolari e si tagliano troppo le calorie, finendo col provocare un calo ponderale dovuto soprattutto alla perdita di acqua e massa magra.

Fitness_2.jpeg-300x180 Come accelerare il metabolismo con l'allenamento

Come allenarsi per aumentare il metabolismo

La prima regola è mantenere o migliorare la massa muscolare. Nel programma di allenamento occorre dare molto spazio e importanza ad un lavoro sulla massa muscolare che preveda esercitazioni a corpo libero o con i pesi, con serie, ripetizioni e recuperi, per tutti i principali distretti muscolari. Non allenare il tono muscolare è il più grande errore che si può commettere durante una fase di dimagrimento. È infatti la componente muscolare che determina l’accelerazione del metabolismo, in seguito al quale si apprezzerà una diminuzione dei grassi corporei. Agli allenamenti per il tono muscolare vanno abbinati quelli cardiovascolari, che dovranno svolgersi in tempi e sedute diverse o essere inseriti dopo l’allenamento per la massa muscolare. Non meno importante è la dieta generalmente frazionata in 4/5 pasti giornalieri, ma tassativamente personalizzata e coadiuvata dall’assunzione di molta acqua (almeno 2 litri al giorno). Essendo ogni individuo diverso da un altro, ciascuno tenderà ad accumulare grasso in parti differenti. Generalmente questi professionisti si avvalgono di una BIA, un esame strutturale in tempo reale e in modo del tutto incruento. Tale parametro dovrà essere tenuto sotto controllo durante l’intero arco del programma, onde permettere eventuali aggiustamenti sia dell’attività motoria sia della dieta.

Brindisi con le bollicine, tavolate di famiglia ben imbandite, chiacchiere…diciamocelo concedersi qualche peccato di gola durante le festività natalizie non è proibito, ma bisogna riuscire ad autoregolarsi e mantenere un giusto equilibrio nutrizionale. Ognuno di noi dovrebbe conoscere l’apporto calorico dei piatti che mangia e ricordarsi di non superare il proprio fabbisogno giornaliero. Per elaborare una strategia difensiva in vista dei primi banchetti, ecco allora alcuni consigli utili a mantenere un’alimentazione il più possibile corretta anche nei giorni dei festeggiamenti, senza privarci del piacere del cibo. Ed evitandoci i sensi di colpa! healthy.jpeg-300x300 11 buoni consigli per un Natale in linea

  1. Piatti della tradizione, ma con moderazione. Alcune ricette delle feste tramandate di generazione di generazione, di qualunque provenienza siano, spesso sono ricche di grassi. Se vogliamo fare onore a questi capisaldi della nostra cultura culinaria, allora, limitiamo le porzioni.
  2. Aggiungere verdure nel proprio menu. Gli ortaggi contengono acqua e fibre che rallentano l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri. Consumarne una porzione in apertura e chiusura dei pasti aumenta il senso di sazietà e aiuta a non esagerare con le portate successive.
  3. Evitiamo cibi da rosticceria! La cucina casalinga, che permette di utilizzare prodotti di qualità, freschi e genuini, è sempre da preferire ai patti pronti o al food da rosticceria sotto casa alla portata di mano soprattutto per i più pigri che non vogliono “sporcarsi le mani”.
  4. Occhio ai condimenti! È risaputo che non bisogna mai esagerare con panna, burro, besciamella, maionese e simili: anche durante le feste è bene prediligere il classico olio extra vergine d’oliva, possibilmente a crudo, magari con l’aggiunta di un po’ di  limone. Mai abbondare con il sale, perché alza la pressione e favorisce la ritenzione idrica.
  5. Concedersi sempre una buona colazione. Pur trattandosi di festività non saltiamola mai serve per rimettere in moto il metabolismo dopo le ore notturne. Alcuni cibi tipici del periodo festivo, come i mandarini e le melagrane, sono perfetti anche di prima mattina, da abbinare a frutta secca come datteri, noci e nocciole, e a yogurt e cereali integrali. E non dimentichiamoci di accompagnarli con una bevanda calda come una tisana, del the, del caffè o dell’orzo.
  6. Alternare i carichi. Tra un banchetto e l’altro non sarà uno sforzo mantenersi leggeri, mettendo in tavola zuppe o minestroni di verdura, pesce e carni bianche cotti al vapore o al cartoccio, alimenti che dovrebbero costituire una presenza regolare in una dieta bilanciata, per tutto l’anno.
  7. Sì ai dolci ma artigianali! Non è obbligatorio rinunciare alla fetta di panettone o al pandoro d’ordinanza, ma conviene scegliere dolci artigianali, senza aggiunta di creme, cioccolato o liquori e, preferibilmente, evitare di consumarli dopo cena, quando sono più pesanti da digerire.shutterstock.jpeg-300x200 11 buoni consigli per un Natale in linea
  8. Evitiamo di saltare i pasti. Sebbene i vari banchetti ci abbiano riempiti non è con il digiuno che si risolve il problema calorie! Nei giorni a seguire meglio mantenersi con della verdura, del riso, del pesce bollito, ma di sicuro il fenomeno “carestia” non fa del bene a nessuno.
  9. Bere tanta acqua. L’acqua, si sa, fa bene: aiuta a eliminare le tossine in modo naturale e agevola la digestione e il transito intestinale. È, dunque, ancora più preziosa quando ci sottoponiamo ad abbondanti scorpacciate.
  10. Limitare alcolici e bevande zuccherate. Brindare sì ma con moderazione tra vini e spumanti, ricordiamoci che ogni bicchiere equivale a circa 90 kcal. E se poi per la digestione vogliamo aiutarci con qualche bevanda zuccherata occhio le calorie salgono!
  11. Fare sempre attività fisica. Durante le festività natalizie, come in qualunque momento, l’unico modo per bilanciare al meglio le calorie è l’attività motoria. Ci eviterà qualsiasi senso di colpa e contribuirà a farci trascorrere al meglio le nostre feste.

01.jpeg-300x193 Benessere e relax d'inverno: coccolarsi in una SpaStress, vita frenetica o tran-tran quotidiano: ad ognuno il suo. Cresce, tuttavia, sempre più il desiderio di una pausa rigenerante da ritmi di vita ad alto tasso tecnologico, e cresce il mercato turistico che offre servizi d’eccellenza legati al wellness. Lontana dall’idea di ritiri ascetici o cliniche, la Spa di oggi è concepita per unire all’ospitalità di altissima gamma un’esperienza di benessere che soddisfi le aspettative di utenti sempre più consapevoli. Ed ecco che le luminarie natalizie vengono ben volentieri barattate con la cura di sé. Bene precisare che il benessere formato Spa non è riservato solo alle donne, naturalmente. Ogni centro benessere che si rispetti offre oggi un ventaglio di proposte adatte a ogni esigenza: percorsi hammam, massaggi, trattamenti per viso e corpo e impacchi, il tutto accompagnati da una tisana rilassante o magari da una squisita cioccolata calda!

Per chi non è proprio un habituè di un centro Spa è opportuno sapere:

  • per sanua e bagno turco è sconsigliato accedervi in caso di febbre, angina ed epilessia e si consiglia prudenza in caso di problemi di cuore o circolatori;
  • è obbligatorio indossare un costume da bagno nonché sedersi sulle apposite panche o chaise longue utilizzando la biancheria fornita dalle operatrici per questioni di igiene;
  • mantenere un tono di voce pacato per rispetto di altri ospiti e, qualora non si è in grado di vivere senza il proprio cellulare, si consiglia di togliere la suoneria;
  • arrivare sempre puntuali per consentire alle operatrici di svolgere il proprio lavoro senza alcuna fretta, in fondo andate per rilassarvi;
  • l’accesso ai minori è consentito a partire dai 12 anni accompagnati ovviamente da un genitore o da chi ne fa le veci.

 

SB.jpeg-300x197 Nuoto neonatale: naturale da sempre

L’elemento acqua è fondamentale nello sviluppo psicofisico ed emozionale del neonato. Ad avvalorarlo sono studi medici che dimostrano come l’acqua fornisce al bambino una condizione eccellente per agevolare il consolidarsi della sicurezza di sé. Madre e figlio sono stati uniti per 9 mesi da un caldo liquido. Attraverso la pratica del nuoto neonatale, dai 3 ai 36 mesi, si potenzierà e si continuerà l’idillio amoroso tra mamma e bebè, rafforzando il legame memorabile che resterà per sempre nell’emotività del bambino divenuto adulto. Attraverso l’acqua il neonato ricostruisce quella sensazione di “suono” e pienezza avvolgente del liquido amniotico. Inoltre, immerso nell’acqua, nella totale libertà di movimento e motricità, il neonato rivelerà un quadro preciso di sé agli osservatori, i quali potranno, attraverso i suoi movimenti, diagnosticare eventuali anomalie altrimenti prematuramente visibili nella dimensione aria. La domanda più frequente dei genitori è: come fa a capire che non deve bere e come fa a non annegare? La magia sta proprio in questo: nessun neonato dimentica il fatto che fino a poco tempo prima ha vissuto una condizione di apnea totale e acquisisce un maggior controllo della respirazione..

Chi non conosce la pallanuoto come disciplina sportiva non sa cosa si nasconde sotto la superficie dell’acqua, ma i giocatori ne sono consapevoli eccome! Chi la pratica deve usare continuamente gambe e tronco per muoversi e per elevarsi. Nel complesso, la pallanuoto è una forma di esercizio aerobico che richiede forma fisica e forza a livelli eccezionali: giocare a pallanuoto rafforza il sistema cardiocircolatorio e respiratorio, e sviluppa completamente l’apparato muscolare.

i1080.jpeg-300x132 Quanto è faticosa la pallanuoto? Quante calorie si bruciano?Ogni tipologia di esercizio aerobico richiede un elevato consumo calorico, perché vengono azionati i muscoli più grandi e si utilizza energia per supportare il movimento continuo; in più, il metabolismo cambia, perché i sistemi cardiovascolare e respiratorio si sviluppano, permettendo all’atleta di allenarsi maggiormente e bruciare ancor più calorie.

Possiamo distinguere le proteine in diversi modi: in monomeriche o polimeriche a seconda che siano costituite da una o più catene polipeptidiche (in cui cioè gli aminoacidi vengono ripetuti almeno una volta ciascuno); in semplici e coniugate, se sono composte solo da aminoacidi o anche da altri elementi chimici. Possono essere considerate i “mattoni” del corpo: partecipano infatti allo sviluppo e al mantenimento degli organi e dei muscoli (si trovano nelle cellule di questi ultimi e ne consentono la contrazione). Governano, poi, il funzionamento dell’organismo: dal sistema ormonale (in cui svolgono funzione regolatrice) alla trasmissione delle informazioni e delle sostanze nei vasi sanguigni, dal sistema immunitario (sono fondamentali per contrastare il rischio di infezioni e malattie) al mantenimento temperatura interna. Gli enzimi hanno la funzione di accelerare le reazioni biologiche, funzionando da catalizzatori. Contribuiscono poi al dimagrimento, riducendo l’appetito e assicurando il mantenimento della massa magra (muscoli) a discapito della massa grassa.

best-lean-protein26.jpeg-300x191 Proteine: cosa sono e dove si trovano

Le proteine nei cibi: dove si trovano? In quali alimenti?

Le proteine sono presenti in molti alimenti, sia nei cibi di origine vegetale che di origine animale. Le proteine animali sono quelle contenute in carne, pesce, ma anche nei loro derivati, come uova, formaggi e latticini. Qualche esempio: 100 g di petto di pollo = 22 g di proteine; 100 g di carne macinata = 26 g; 100 g di nasello = 19 g; 100 g di uova = 13 g; 100 g di groviera = 29 g.
Le proteine vegetali, invece, si trovano soprattutto nei cereali, in alcune verdure e nei legumi (lenticchie, piselli, fave…). Qualche esempio: 100 g di lenticchie cotte = 8 g di proteine; 100 g di petali di grano integrale = 11 g.

Integratori: le proteine in polvere fanno male?

Assumere il giusto quantitativo giornaliero di proteine è fondamentale per la nostra salute e, in casi specifici e particolari, potrebbe essere necessario prendere degli integratori per raggiungere tale fabbisogno. Le proteine in polvere, però, vanno sempre assunte sotto controllo medico ed è importante che sia stato il tuo dottore a consigliarle. Consumarle senza una specifica competenza potrebbe diminuirne l’efficacia o provocare una serie di effetti collaterali che vanno dall’affaticamento dei reni a gonfiori e crampi, dal mal di testa alla perdita di appetito, fino a reazioni cutanee. Gli integratori proteici sono inoltre sconsigliati alle donne incinte o che allattano.

Should-.jpeg-300x169 Proteine: cosa sono e dove si trovano

 

Guardando un ciclista in azione viene facile pensare che la forza risieda tutta nei muscoli delle gambe, sono loro che spingono, mentre le fasce muscolari si delineano perfettamente sotto la pelle come in un disegno anatomico. E invece non è proprio così: “Si può avere tutta la forza delle gambe del mondo, ma senza un nucleo stabile non si sarà in grado di utilizzarla in modo efficiente.” Ad affermarlo è Graeme, preparatore atletico per ciclisti, e il nucleo stabile di cui parla altro non è che il core, la zona addomino-lombare dove risiede il centro di gravità del corpo umano. E’ la zona dove originano i movimenti, quella che più di ogni altra si occupa di stabilizzare il tronco e di far sì che la forza esercitata venga trasmessa agli arti senza perdite di potenza.

1410.-jpeg-300x169 La pedalata? E' questione di pancia!

Cosa significa questo in pratica? Osserviamo la pedalata di un professionista: si vedrà molto bene come spalle e bacino siano perfettamente immobili e allineati. Se invece prendiamo le immagini di un ciclista in crisi o allo stremo delle forze, noteremo come il bacino oscilli sul sellino e come le spalle si muovano ad ogni pedalata. Un core solido contribuirà ad eliminare inutili movimenti della parte superiore del corpo, in modo che tutta l’energia prodotta sarà convogliata nel colpo di pedale. I ciclisti si muovono in modo dinamico sulla bici, usando il corpo per affrontare curve e ostacoli, non solo per pedalare.

Lo stretching fino a qualche anno fa rappresentava solo un complemento ad altri sport. Capitava di effettuare esercizi di allungamento a fine allenamento per qualche minuto, senza capirne esattamente lo scopo. Oggi è diventato un’attività fisica autonoma, basilare per il mantenimento di uno stato sciolto e disinvolto della flessibilità e della mobilità corporea. E se si vuole vivere all’insegna del Wellness.

USED_199829237.jpeg-300x180 Stretching: tutti i benefici

Chi può praticarlo, quando e dove

Lo stretching può essere praticato sempre, dappertutto e da chiunque. Se ci si allena, lo stretching può essere eseguito come riscaldamento pre-esercizio e come defaticamento post-allenamento. Nel primo caso, il muscolo si prepara a passare dalla condizione di riposo all’attività grazie all’effetto termico-metabolico dell’allungamento. Nel secondo, lo stretching consentirà il ritorno alle condizioni di flessibilità iniziali, perché ridurrà il tono muscolare. Premesso che la flessibilità si può ottenere soltanto attraverso la consapevolezza del proprio movimento, il primo passo è il controllo del gesto. Quindi è importante avere coscienza di un determinato movimento, mentre lo si compie, evitando di agire in automatico. Infatti la possibilità di allungare la muscolatura è determinata dal sistema nervoso e dalla sua tolleranza a un determinato raggio di estensione. Se si tiene conto dei messaggi del sistema nervoso, i benefici saranno tanti e naturali. Tuttavia parliamo di una attività dolce e fondamentalmente semplice che chiunque può praticare. Un elemento importante è l’ambiente in cui ci si allena: lo stretching solitamente prevede una serie di  posture che si eseguono a terra. Il pavimento non deve essere dunque freddo ed è bene utilizzare un tappeto in modo che la superficie su cui ci si allunga sia relativamente confortevole. L’ambiente inoltre non dovrebbe essere rumoroso, perché questo non contribuisce al rilassamento.

keagel.jpeg-300x275 Stretching: tutti i benefici

Le regole per eseguirlo correttamente

Sicuramente i risultati migliori sono raggiungibili se perseguiti con costanza e impegno. Ma è altrettanto vero che il progressivo miglioramento della flessibilità muscolare, man mano che ci si allena, è un elemento molto motivante. Grazie allo stretching diventa quindi possibile ritrovare le posture corrette, esprimere al massimo la potenzialità dei muscoli agonisti e liberare il fisico dello stress e dalle tensioni. Alcuni suggerimenti pratici quando ci si appresta a praticare questa attività sono:

  • individuare il gruppo muscolare da allungare, cercare una posizione comoda, ma efficace che, una volta raggiunta, va mantenuta per un tempo da 15 a 30 secondi;
  • che l’allungamento non deve superare la soglia del dolore;
  • prima dello stretching, è importante che il muscolo sia caldo. Sembrerebbe quindi  più adatto dedicarsi allo stretching alla fine dell’allenamento, per aiutare il corpo a rilassarsi dopo la sessione di lavoro. Ma alcuni autori suggeriscono, per aumentarne l’efficacia (soprattutto a livello del tessuto connettivo),  di eseguire lo stretching a freddo;
  • usare un abbigliamento comodo, che permetta movimenti molto ampi e senza intralciare la respirazione.