I nuovi trend del fitness del 2020, come al solito, arrivano dagli USA e promettono di rimettere in sesto un fisico irrigidito dalla postura sedentaria, segnato dal tempo o da lavori usuranti, chi ha ossa troppo fragili, muscoli e articolazioni “a pezzi” e tanta difficoltà a piegarsi e allungarsi. Il punto di partenza sono i laboratori individuali di stretching (StretchLab) e gli allenamenti con macchine (OsteoStrong) che possono migliorare la densità ossea e frenare l’avanzare dell’osteoporosi.
StretchLab – secondo i suoi fondatori – ridefinisce il vecchio metodo dello stretching <<perché due corpi non sono uguali e nessuno StretchLab è uguale all’altro, per questo ogni centro offre un percorso personalizzato che permette, ad esempio, di aiutare i muscoli doloranti e a sciogliere le forti tensioni accumulate nel collo>>.
Il secondo, OsteoStrong, <<non è una palestra, una dieta, un integratore o un trattamento farmaceutico – sottolineano gli inventori – ma un sistema unico con cui si può migliorare la propria salute concentrandosi sull’unica cosa che tutti abbiamo in comune: il sistema scheletrico>>. Questo metodo si basa sull”osteogenic loading’ (Ol), un aspetto della medicina riabilitativa che ha l’obiettivo di migliorare la densità ossea e prevenire la fratture.
OsteoStrong è stato fondato nel 2012 in Texas da un ingegnere biomeccanico, Don Jaquish, che voleva aiutare la mamma giocatrice di tennis colpita da osteoporosi. Alla base del suo metodo c’è uno studio del Jyväskylä University (Finlandia). I ricercatori hanno scoperto che le ossa più dense del mondo appartengono alle ginnaste grazie alla loro capacità di assorbire una forza 4,2 volte maggiore del loro peso quando atterrano dopo un esercizio in aria. Non tutti però possono cimentarsi nella ginnastica, soprattutto a una certa età. Così Jaquish ha realizzato una macchina ‘hi-tech’ in grado di replicare in maniera sicura e fattibile lo sforzo delle ginnaste.
<<Lo stretching è la cosa che ti dimentichi di fare perché non lo conosci o ti concentri eccessivamente su un allenamento intenso – spiega il direttore della formazione di StretchLab, Austin Martinez – Un massaggio ‘rompe’ i nodi e ti rilassa ma finisce lì. Lo yoga va bene ma non è specifico e impegna troppo. Lo stretching ti dà ciò di cui i tuoi muscoli hanno assolutamente bisogno: l’allungamento>>.
Non ci resta che aspettare che arrivino anche nel Bel Paese.

L’autunno è ormai incalzato, con il lavoro si è a pieno regime e insieme alla routine crea spesso una situazione stressante per l’organismo, soprattutto nelle settimane che segnano l’inizio della stagione autunnale, quando anche le giornate si accorciano e le temperature iniziano a calare o si assiste a qualche sbalzo termico tra le ore mattutine e quelle serali.

Tra i sintomi più comuni della cervicale troviamo i dolori a livello delle vertebre cervicali, il torcicollo, le vertigini, la cefalea, distrurbi della vista e dell’udito, problemi di deglutizione. Quando i dolori si estendono ad altre parti del corpo, possono interessare anche la nuca, le braccia e, a volte, anche le mani. I dolori alla zona del collo possono essere accompagnati da rigidità e contratture muscolari; tuttavia possono presentarsi anche altri sintomi come ronzii nelle orecchie, perdita di equilibrio, problemi di udito, cerchio alla testa, problemi della vista, dolore alla fronte e sopra agli occhi. La gestione del mal di testa da cervicale con terapia osteopatica richiede una valutazione prima del trattamento di tutte le anomalie riscontrate nelle articolazioni, nei muscoli e nelle strutture neurali. Inoltre, richiede una rieducazione sulle posture, soprattutto al lavoro.

Valutazione posturale: migliorare la postura del tronco e riadattarlo alla nuova è vitale. Senza ciò i dolori cervicali possono persistere e peggiorare. L’esame posturale viene effettuato attraverso uno strumento tecnologicamente all’avanguardia in campo riabilitativo e valutativo. Esso permette lo studio della postura, delle disfunzioni funzionali, degli squilibri muscolari e delle alterazioni viscero-somatiche chiamato Postural Bench.

Allungamento: soprattutto quello dei muscoli del collo e delle spalle, può aiutare ad alleviare i mal di testa. Rinforzamento: una serie di allenamenti muscolari cervicali è importantissima. Con le sedute di ostekinesiologia si allenano i muscoli del collo per ristabilirne l’equilibrio. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, la causa principale dei dolori cervicali è un’alterazione non grave che interessa i muscoli, i legamenti, i dischi intervertebrali e le articolazioni posteriori. L’importante non è sottovalutare i distrubi e affidarsi alle cure di uno specialista, soprattutto se il dolore persiste.

Zaini troppo pesanti, obesità infantile, tempo libero trascorso sul divano davanti alla tv o a giocare alla Wii, mancanza di attività fisica. Sono le cause che portano bambini e adolescenti a lamentare dolori alla schiena, proprio come gli adulti. La soluzione? Sicuramente praticare tanta attività fisica in modo regolare come il nuoto, controllare le posture, alimentarsi in modo corretto e, in casi più gravi, fare della riabilitazione motoria mirata.

childrenscoli.jpeg-300x231 Bambini e mal di schiena. Qualche consiglio

L’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale ha stilato una vademecum per prevenire il mal di schiena.

Le regole per una schiena sana:

  • il peso dello zaino non deve superare il 10-15% del peso corporeo;
  • compra a tuo figlio uno zaino con uno schienale imbottito;
  • insegna ai tuoi figli ad avere una postura corretta quando è in piedi o seduto o davanti al tablet:  schiena dritta e spalle rilassate;
  • non deve mantenere la stessa posizione troppo a lungo;
  • screening a casa: controlla la schiena di tuo figlio e se noti qualche anomalia (ipercifosi, scoliosi, scapole alate ecc.), fagli fare una visita specializzata;
  • iscrivi il tuo figlio in palestra. Gli specialisti consigliano almeno 1 ora di attività fisica ogni giorno;
  • evita di accendere la tv dopo scuola. Se hai la possibilità fai lunghe passeggiate con tuo figlio;
  • se tuo figlio è in sovrappeso, portalo da un nutrizionista.

Aquatic-therapy.jpeg Riabilitazione in acqua. Ecco il perché

La riabilitazione in acqua consente tempi di recupero sicuramete più brevi rispetto a quella effettuata “a secco”, ossia in palestra. Le sedute di riabilitazione in acqua si effettuano con esercizi mirati alla risoluzione di un problema, il termine è meglio noto come Idrokinesiterapia che può essere effettuata sia individualmente, sia in gruppo. Le possibilità terapeutiche che derivano dalle opzioni offerte dall’acqua, non ripetibili a secco, possono essere sfruttate dal fisioterapista per raggiungere obiettivi specifici di recupero con modalità e tempi diversi rispetto a quelli usati in palestra, facilitando così la riacquisizione delle competenze motorie compromesse. L’acqua è ormai vista non più come semplice supporto del progetto di recupero, ma come un elemento decisivo per ottenere risultati non perseguibili in un ambiente condizionato dalle leggi della forza di gravità. Vediamo ora altri benefici che porta l’acqua. fisio.jpeg-300x131 Riabilitazione in acqua. Ecco il perché

Diminuzione del peso. E’ il primo aspetto che notiamo appena ci immergiamo: l’immersione fino alla linea ombelicale corrisponde a una diminuzione pari al 50% del peso corporeo, mentre con l’acqua alla base del collo in pratica si annulla il peso corporeo. Questo permette di rendere i movimenti meno stressanti per le articolazioni, consentendo esercitazioni impensabili a secco.

Resistenza dell’acqua. Consente di mantenere una tensione muscolare uniforme durante i movimenti, favorendo il recupero del tono e della flessibilità muscolare. Per esaltare ulteriormente questa caratteristica si utilizzano piccoli attrezzi, galleggianti e non, per favorire il movimento oppure contrastarlo ulteriormente quando si vuole un rinforzo muscolare intenso.aquaterapia.jpeg Riabilitazione in acqua. Ecco il perché

Pressione idrostatica. Ossia la forza esercitata dall’acqua perpendicolarmente sui corpi immersi, aiuta l’allenamento della cosiddetta sensibilità propriocettiva, quel sofisticato meccanismo che informa il sistema nervoso sui movimenti che il nostro corpo sta compiendo. Ciò rende l’acqua un ottimo mezzo di condizionamento aerobico, migliorando l’efficienza del sistema respiratorio e cardiovascolare.

Temperatura. Quella mantenuta all’interno di una vasca riabilitativa (32° C) aumenta la vascolarizzazione dei tessuti, migliorando l’ossigenazione e favorendo il recupero muscolare da stati di irritazione anche cronici.

 

Tra i numerosi benefici dello sport, possiamo aggiungere anche benessere e salute psicofisica per le persone che hanno subìto un trapianto: è quanto emerge da uno studio internazionale, promosso dal Centro Nazionale Trapianti, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bologna e il Centro Studi Isokinetic.

asd Benefici dello sport per persone che hanno subito interventi con trapianti

Foto: blogosfere.it

Lo studio, condotto su 22 pazienti (20 trapiantati di rene e 2 di fegato), ha dimostrato i benefici dell’attività fisica che – in casi come quelli inerenti i trapiantati – può rivelarsi una vera e propria terapia.

Le persone su cui lo studio è stato effettuato, infatti, hanno fatto registrare – in sei mesi di esercizio personalizzato, effettuato tre volte a settimana per un’ora – i seguenti dati:

  • diminuzione media del 5% di grasso corporeo;
  • aumento medio tra l’8 e il 18% della forza degli arti inferiori e superiori;
  • aumento medio del 10% della potenza aerobica;
  • un miglioramento del 10% di benessere psico-fisico.

I dati sopra esposti indicano che l’esercizio personalizzato (sempre prescritto dal medico sportivo e svolto sotto la supervisione di personale qualificato) rende possibile il raggiungimento di obiettivi come la diminuzione della percentuale di grasso e l’aumento di forza muscolare e resistenza cardiorespiratoria.
I dati assumono maggior rilevanza alla luce del fatto che, nei trapiantati di rene, il 38% delle cause di morte è legato a patologie cardiovascolari.

L’ernia del disco è una deformazione del disco intervertebrale, ossia l’Disco intervertebrale ammortizzatore naturale, interposto tra una vertebra e l’altra, con lo scopo di attenuare le pressioni sviluppate durante i movimenti, ad esempio mentre si salta, si corre o si subiscono scossoni sul sedile dell’auto. Ve ne sono di tre tipi: l’ernia cervicale, la dorsale e la lombare, ma quali sono i sintomi? Mal di schiena, mal di collo o dolori alla gamba. L’ernia, infatti, comprime i nervi che fuoriescono dalle vertebre, ma per fortuna nella grande maggioranza dei casi si riparano da sole senza ricorrere al bisturi. Come si cura quando non è necessaria la chirurgia? Qui di seguito elenchiamo le terapie più efficaci a cui sottoporsi (associandole chiaramente alla cura farmacologica più idonea).

BackLargeInjury Ernia del disco. Come intervenire quando non è necessaria la chirurgia

Foto: thermoskin.co.uk

ERNIA LOMBARE

Rappresenta circa l’80% di tutte le tipologie di ernia e consiste in una rottura o uno sfiancamento dell’anello fibroso del disco nelle vertebre L4-L5 (segmenti lombari 4 e 5) o L5-S1 (segmento lombare 5 e segmento sacrale 1) e conseguente fuoriuscita del nucleo polposo, che va a comprimere il nervo spinale, causando dolore agli arti inferiori. Inoltre le vertebre lombari sono quelle che più risentono di posture viziate assunte alla guida e al lavoro.

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SINTOMI: iniziano in genere con il cosiddetto “colpo della strega” (lombalgia acuta con sciatalgia); quando il nucleo polposo preme sull’anello esterno, si prova dolore, rigidità e crampi alla parte bassa della schiena. Quando l’ernia viene espulsa, il dolore diventa più intenso associandosi a formicolii ai piedi. Spesso il male si irradia all’inguine e alla parte interna della coscia corrispondente al disco erniato. La parte del disco fuoriuscita finisce col premere sulla radice del nervo sciatico, che parte dai forami delle vertebre lombari e innerva tutta la gamba. La lombosciatalgia impedisce al soggetto di camminare, bloccandolo anche a letto per giorni.

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Foto: personalizedchiropractic.com

TERAPIA: sarebbe innanzitutto opportuno riposare per qualche giorno e ricorrere a farmaci antinfiammatori. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia  e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura lombare di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare lombare. Importante il lavoro di decompressione vertebrale perché le vertebre lombari sono quelle che soffrono più di tutte in quanto devono sostenere la maggior parte del carico che il busto esercita. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello lombare per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA CERVICALE

Meno frequente di quella lombare, è spesso l’esito di un trauma come “il colpo di frusta” da tamponamento. Sovente questo disturbo delle colonna estremamente fastidioso, viene sottovalutato perché i sintomi si confondono con quelli dell’artrosi cervicale (o cervicalgia), a sua volta originata da un deterioramento fisiologico dei dischi vertebrali. Nell’ernia, però, i dischi non sono consumati, ma “schiacciati“, con fuoriuscita della parte morbida, interna, fuori dalla colonna.

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Foto: billtontzjrmd.com

SINTOMI: il dolore al collo è sicuramente il primo campanello di allarme, tuttavia questo tipo di dolore è spesso accompagnato da mal di testa, nausea, capogiri, senso di stordimento, difficoltà a ruotare la testa e a sollevare il mento e a volte, quando il dolore è molto acuto, può irradiarsi fino al braccio provocando formicolii.

cervical-radiculopathy Ernia del disco. Come intervenire quando non è necessaria la chirurgia

Foto:herniateddiscnyc.wordpress.com

TERAPIA: in prima battuta l’ernia cervicale va curata con farmaci antinfiammatori per alleviare il dolore e antiemetici per attenuare il senso di nausea. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura del collo di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare cervicale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello cervicale per far sì che il problema non si ripresenti.

ERNIA DORSALE

E’ meno frequente rispetto alle altre due, e raramente manifesta sintomi o problemi, dovuti alla compressione discale in questo tratto del rachide. Provoca un dolore “a cintura” che si localizza nella parte mediana della schiena, ma la maggior parte delle volte non provoca alcun disturbo. Infatti il disco e le radici nervose, a livello dorsale, vengono poco in contatto e il nucleo polposo espulso spesso non le comprime.

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Foto: dikul.net

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Foto: e-algos.com

TERAPIA: in caso di dolore sarebbe opportuno prendere qualche farmaco antinfiammatorio per alleviare il dolore. Alla cura farmacologica va associato un corretto intervento fisioterapico che in un primo momento, e nella fase un po’ più acuta, sarà caratterizzato dall’utilizzo di Tens e Tecarterapia e mobilizzazione passiva del tratto dorsale con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura dorsale di distendersi e allungarsi al meglio, in modo tale da alleviare tutti quei dolori causa dello stato di contrattura presente a livello del sistema muscolare dorsale. In un secondo momento, quando la muscolatura avrà smaltito lo stato di contrattura antalgica, sarebbe opportuno impostare un lavoro di RINFORZO MUSCOLARE per creare una muscolatura molto più forte in maniera tale da garantire una migliore stabilizzazione di tutti i metameri vertebrali a livello dorsale per cercare di ripristinare un eventuale dorso curvo, spesso causa della formazione di ernie del disco dorsali e per far sì che il problema non si ripresenti.

Nella cura farmacologica dei tre tipi di ernia (cervicale, dorsale e lombare) va inserito l’utilizzo di L-acetilcarnitina e del complesso vitaminico B1, B6 e specialmente B12 in quanto sostanze rigeneranti della guaina del nervo e con un forte effetto antinevritico: tendono ad alleviare il fastidioso effetto di formicolio dato dall’irritazione della radice del nervo a causa della compressione che il disco erniato genera su di essa.

Questo articolo è il risultato di una raccolta di informazioni reperite sia in rete, sia su riviste di salute sul tema del problema dell’ernia del disco. Il contenuto del suddetto non è stato redatto da personale medico, né vagliato da alcun ente od organizzazione collegata con il servizio sanitario nazionale.

 

I crampi muscolari possono essere anche piuttosto dolorosi e arrivano all’improvviso a causa di una contrazione involontaria di uno o più muscoli. La contrazione è determinata dal fatto che all’interno dei muscoli non è presente una corretta quantità di ossigeno. Si può incorrere nei crampi muscolari anche durante la pratica dell’attività sportiva, come gli sport invernali e lo sci in particolare. I rimedi omeopatici possono costituire un aiuto da tenere in considerazione. Naturalmente sono escluse le cure fai da te.

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Foto: freedrinkingwater.com

Anche nel caso dell’omeopatia, come d’altronde nel caso della medicina tradizionale, non bisogna improvvisare, ma è opportuno rivolgersi ad un esperto. In linea generale possiamo provare a delineare alcune indicazioni di soluzioni omeopatiche adatte a combattere i crampi muscolari, ricordando che il tutto deve essere comunque seguito sotto stretto controllo medico. Per attuare un’adeguata prevenzione dei crampi, potrebbe essere utile l’assunzione di Bioptimum S-stress; particolarmente indicati sono anche Arnica montana 9 CH, Cuprum metallicum 9 CH e Sarcolacticum acidum 5 CH. Queste sostanze dovrebbero essere assunte prima, durante e dopo lo sforzo fisico.

Dopo uno sport praticato in maniera intensa, si può incorrere in un indolenzimento muscolare. In casi come questo sarebbe importante assumere Arnica montana 9 CH. Infine, ma non meno importante, ricordiamo che quando si pratica attività sportiva, di qualsiasi natura essa sia, è sempre opportuno fare un buon riscaldamento prima e dello stretching dopo.

Basic-Stretching-Poses Crampi muscolari. Come combatterli con l'omeopatia

Foto: humberlife.com

Se però il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata con la Tecarterapia.

La ginnastica posturale aiuta ad alleviare i dolori che, durante la giornata impediscono, a volte, di lavorare, allenarsi e perché no anche a compiere semplici gesti quotidiani quali lavare i pavimenti o raccogliere un oggetto da terra. Lombalgia, dorsalgia, sciatalgia, lombocruralgia, cervicobrachialgia, cervicalgia, patologie vertebrali, tanti nomi che si possono riassumere in uno solo: mal di schiena. Chi non ne ha mai sofferto almeno una volta nella vita!

images Mal di schiena? Ecco come combatterlo

Foto: flaviliciousfitness.tumblr.com

Il mal di schiena è molto diffuso non solo tra anziani con osteoporosi o adulti con problemi vertebrali, ma anche tra giovani sani che usano male la loro colonna vertebrale assumendo atteggiamenti scorretti al lavoro, in aula, in palestra. Oltre a posture e movimenti scorretti, a causare il dolore possono essere stress, forma fisica insufficiente o sovrappeso.

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Foto: exercisestudies.co.uk

Tre concause che possono essere facilmente eliminate con un’attività fisica mirata quale la ginnastica posturale. Tuttavia quando il dolore è molto intenso è possibile trattare la zona interessata attraverso la Tens, la Tecarterapia e la mobilizzazione passiva del tratto lombare con esercizi di STRETCHING e TRAZIONE VERTEBRALE per dare la possibilità alla muscolatura di distendersi e allungarsi al meglio.

188_78650680 Mal di schiena? Ecco come combatterlo

Foto: unique-center.it

Quando e quanto è consigliato praticare la ginnastica posturale
Le lezioni sono di tipo individuale, in modo tale da sviluppare un programma personalizzato sull’individuo, in base alle sue necessità. Prima di incominciare le lezione è opportuno sottoporre il bambino ad un’analisi posturale attraverso l’utilizzo di due apparecchiature: Postural Bench e Pedana Stabilometrica. La Postural Bench è una macchina che attraverso sensori a pressione, permette di osservare le tensioni delle catene muscolari posteriori che sono la causa delle torsioni a livello dei tratti dorsale, lombare e sacro-iliaco. La Pedana Stabilometrica invece, ci permette di analizzare il baricentro del paziente e quindi i disordini che esso provoca se è fuori asse quando egli è in posizione eretta. Ciò significa che viene valutata la posizione del paziente in ortostasi (in piedi) ovvero se la sua postura è più spostata in avanti, indietro o lateralmente, oltre alla valutazione degli arti anteriori.

L’osteokinesiologia è una nuova disciplina che consiste nell’unione degli studi e delle tecniche Osteopatiche con quelle Kinesiologiche. Consiste principalmente in una terapia manuale e non utilizza nessun farmaco.

Cosa cura? Non cura le patologie ma le tratta. Tratta principalmente tutte quelle problematiche che generano scompensi di origine posturale e i vari scompensi che vengono generati proprio da un cattivo assetto posturale

Quali parti del corpo tratta? Sia l’apparato muscolo-scheletrico, sia l’apparato viscerale.

In cosa consiste una visita/trattamento? Nel cercare prima di tutto di individuare una disfunzione del corpo attraverso un colloquio col paziente, presa visione di eventuali esami medici di qualsiasi tipo (dagli esami del sangue, agli esami di imaging e quindi risonanza magnetica, ecografia, RX, ecc…), palpazione del paziente per individuare le zone da trattare e trattamento che consisterà, da parte dell’osteokinesiologo, nel cercare attraverso l’utilizzo delle mani di riaccomodare nella loro corretta posizione fisiologica le ossa o i visceri in disfunzione e ridare la giusta tensione ai muscoli, ai tendini e i legamenti anch’essi in disfunzione. Ovviamente le tecniche consistono in movimenti di trazione e di spinta sui vari componenti del corpo umano descritti prima.

Strumento unico e tecnologicamente all’avanguardia in campo riabilitativo e valutativo. Esso permette lo studio della postura, delle disfunzioni funzionali, degli squilibri muscolari e delle alterazioni viscero-somatiche. Postural Bench per ristabilire l’equilibrio muscolare: le abitudini professionali, gli squilibri alimentari, la sedentarietà stanno modificando gli adattamenti dei muscoli vertebrali con conseguente sbilanciamento del baricentro verso l’avanti creando così tensioni e contratture muscolari. Le tensioni dei muscoli posteriori della colonna vertebrale determinano l’esagerazione delle curve vertebrali (cifosi, lordosi, scoliosi).

Postural Bench è stato progettato e sviluppato per ristabilire un equilibrio della catena muscolare posteriore costantemente in tensione, fornendo al soggetto trattato e all’operatore informazioni in tempo reale delle condizioni posturali. Benefici: il sistema, infatti, è costituito essenzialmente da una rete di sensori in grado di rilevare le tensioni muscolari della catena cinetica posteriore con il soggetto in posizione supina. Quando il soggetto interagisce con la panca elettronica, la scheda acquisizione dati converte ogni singolo movimento in impulsi elettrici inviandoli direttamente al personal computer. Gli impulsi elettrici, elaborati dal software, consentono di visualizzare la distribuzione dei carichi sviluppati dal soggetto.

Questo continuo feedback visivo permette al soggetto di prendere coscienza del suo equilibrio o disequilibrio muscolare e al medico di evidenziare se vi siano blocchi articolari o deficit a livello muscolare o neurosensoriale stabilendo con il terapista una serie di sedute riabilitative correttive a feedback. Particolarmente utile e innovativa la funzione “stability” che permette di rilevare in posizione eretta la distribuzione del carico sui due arti inferiori, il software propone una serie di esercizi volti a consolidare l’equilibrio statico e dinamico del soggetto in posizione ortostatica. Da evidenziare anche il controllo propriocettivo attraverso una sofisticata tavola propriocettiva elettronica che consente una valutazione dell’appoggio plantare che tanto condiziona l’equilibrio posturale.