Il cloro ottima arma contro il Covid. In piscina sì ma con distanziamento

In questi ultimi giorni, e soprattutto con il caldo alle porte, si sta sentendo parlare delle regole di misure di igiene e distanziamento di ombrelloni e lettini che gli stabilimenti balneari dovranno adottare e permettere a quelle persone, nonostante la crisi economica provocata dalla emergenza sanitaria, di concedersi la fortuna di godersi la vacanza in sicurezza. Tuttavia la voglia di acqua, di un tuffo, di nuotare crediamo non manchi a nessuno, soprattutto a chi era già abituato a frequentare regolarmente un corso di nuoto: beh se pensiamo proprio alla piscina in sé lo scenario cambia. Nell’acqua, infatti, c’è il cloro che, come spiegano gli esperti, uccide i germi.

A tal proposito è stato stilato un documento congiunto, redatto da Inail e Istituto superiore di sanità, con indicazioni sulla balneazione. Ma considerando che la situazione è in continua evoluzione è bene sottolineare che le norme possono essere aggiornate in qualunque momento. <<Ma una cosa è certa, indossare la mascherina in acqua sarebbe inutile, anzi ridicolo – ha affermato Marco Tinelli, specialista del direttivo della Società italiana malattie infettive (Simit) – perché, rispettando la distanza la balneazione avviene già in sicurezza, il virus in acqua verrebbe subito inattivato dal cloro. Le norme direbbero 7 metri quadrati per persona, nella vasca, ma occorre appellarsi anche al buon senso. Di certo sono improponibili quei sovraffollamenti che si vedevano una volta>>.

Lo stesso Tinelli ha anche spiegato che la guardia alta la dovranno mantenere anche i gestori. Questi ultimi, infatti, saranno obbligati ad incrementare le misure di igiene e prevenzione seguendo le indicazioni ministeriali. <<Ad esempio- ha aggiunto – la clorazione dell’acqua sarà mantenuta costante. Nel regolare l’accesso alla struttura occorrerà confidare sul senso di responsabilità degli utenti. Chi ha segni di malessere, o ha avuto contatti con persone infette, deve stare alla larga. Potrà capitare, all’ingresso nei centri attrezzati, di essere sottoposti al termoscanner, per controllare la temperatura corporea prima di entrare>>.

Quindi, relax in piscina sì ma le con le dovute accortezze. Un regolamento dettagliato è stato stilato dalla Fin, la Federazione italiana nuoto, che ha anche raccomandato ai gestori degli impianti di esporre pannelli esplicativi nelle strutture con le norme di comportamento da seguire. “In questa fase incerta e transitoria – si legge nel documento – andrà previsto un sistema di autocontrollo igienico-sanitario più restrittivo rispetto alle attuali norme, peraltro già molto accurate. Le piscine italiane sono ambienti da considerare salubri, tanto che non si registrano casi di epidemie di alcun tipo originate o amplificate da impianti natatori gestiti secondo le regole”.

Fonte: Il Giornale

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