La bella stagione è nel pieno, così come la frutta di stagione, che in questo periodo è davvero squisita non c’è che l’imbarazzo della scelta dall’anguria, alle ciliegie, alle nespole, alle pesche per non parlare delle albicocche, un concentrato di benessere e gusto.

L’albicocca è il frutto che contiene la dose più elevata del minerale Potassio (320 mg per 100 gr) il cui consumo è associato a una diminuzione della pressione sanguigna specie quando questa è provocata da un eccessivo consumo di sale, ricco appunto di cloruro di sodio. Ciò avviene perchè il Potassio ha un’azione diuretica naturale che stimola l’organismo a eliminare acqua e sodio. L’albicocca, inoltre, contiene poco sodio, è invece molto ricca di carotene, una provitamina che poi nel nostro corpo è trasformata dal fegato in vitamina A. Ha però una bassissima dose di Vitamina C. Un etto di albicocche fresche fornisce circa 30 calorie e un’alta dose di acqua, niente proteine e lipidi e una discreta dose di carboidrati. Ha inoltre un’ottima dose di fibra vegetale, pari a 6.5 gr cioè a un quinto della dose giornaliera di cui noi abbiamo bisogno per mantenere il nostro intestino funzionante ed evacuativo, ciò concorre a ridurre al massimo l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri che si introducono con l’alimentazione varia di ogni giorno. Oltre alla fibra, l’azione lassativa è favorita anche dalla presenza di un particolare zucchero che è il sorbitolo. Un etto di albicocche secche fornisce 266 calorie mentre quelle sciroppate ne forniscono 87 kcal. Le albicocche secche hanno anche un’ottima dose di ferro, che si concentra per la mancanza d’acqua, mentre le altre tipologie ne contengono solo tracce e sono considerate un alimento molto sano, perchè sono una fonte di sostanze nutritive da consumare con gradevolezza. Le albicocche fresche e mature grazie all’alta dose di Pro-Vitamina A diventano un’ottima frutta con caratteristiche antiossidanti, che prevengono la capacità delle cellule di invecchiare precocemente. Nella cosmesi popolare l’albicocca è stata sempre accoppiata alla cura della pelle. L’olio ottenuto dai suoi semi è molto efficace sia per il trattamento delle smagliature che delle rughe.

Luteina e zeaxantina: sono due carotenoidi ad azione antiossidante contenuti nella retina dell’occhio, proteggendola dai danni delle radiazioni luminose; Quercetina: si tratta di un flavonoide ad azione antiossidante ma anche antinfiammatoria e stimolante sul sistema immunitario.  Vediamo in dettaglio i benefici che apporta un consumo regolare di questi frutti:

  • promuovono la salute cardiovascolare L’alto contenuto di antiossidanti, in particolare di betacarotene, presente nelle albicocche, è fondamentale per ostacolare l’ossidazione del colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) prevenendo la formazione delle placche aterosclerotiche e, di conseguenza, proteggendo la salute del cuore;
  • proteggono la pelle Il consumo di albicocche è utile per proteggere la cute in quanto il betacarotene in esse contenute stimola la produzione di melanina, una sostanza che è responsabile dell’abbronzatura che protegge la pelle dai raggi solari;
  • hanno potere antiossidante;
  • prevengono la stipsi, infatti La presenza di fibre infatti, aiuta a stimolare la peristalsi intestinale, favorendo l’espulsione delle feci e la disintossicazione da tossine e sostanza estranee. La funzione lassativa è completata dalla presenza di uno zucchero chiamato sorbitolo;
  • proteggono e migliorano la vista Le albicocche favoriscono la salute degli occhi. Questo perché la retina dell’occhio presenta due importanti antiossidanti ossia la luteina e la zeaxantina, sostanze presenti nel frutto e che sono in grado di filtrare la luce e quindi di proteggere l’occhio dai danni fototossici;
  • riducono la pressione arteriosa e regolano il battito cardiaco Il potassio contenuto nelle albicocche ha un’azione regolatrice sui fluidi corporei, riducendo ritenzione idrica e pressione arteriosa, e sul battito cardiaco;
  • utili in caso di spossatezza o convalescenza Le albicocche, grazie all’abbondanza di sali minerali e vitamine, sono remineralizzanti e rappresentano un valido aiuto in caso di spossatezza magari dovuta al caldo eccessivo o durante l’attività fisica.

Questo articolo è dedicato alle donne  lievemente sottopeso o sovrappeso, le cosiddette “normopeso”, che confondono l’ipotonia muscolare e dei tessuti, ossia il bisogno di tonificare, con quella ben diversa di dimagrire. In questi casi spesso ci si sottopone ad allenamenti estenuanti per un determinato periodo di tempo, con una alimentazione ipocalorica, bilanciata ed equilibrata ma nonostante ciò, dopo 3 o 4 mesi, non si è affatto soddisfatti del risultato. In poche parole si parte da una “pera” e si diventa una “peretta” ma senza sostanziali cambiamenti, a volte anzi peggiorando addirittura la situazione iniziale.Cosa accade di preciso?

  1. Si sbaglia allenamento8-2.jpeg-300x225 Donne, fitness e alimentazione: facciamo chiarezza!
  • Gli allenamenti devono essere brevi e intensi, orientati alla tonificazione muscolare piuttosto che a un lavoro aerobico, mentre si pensa erroneamente che più si suda è più si perde peso. In realtà il peso viene a perdersi almeno in tre modi diversi:
  • perdendo acqua: il corpo è costituito per il 60% da acqua. Se per un giorno non bevessimo e facessimo una sauna potremmo perdere fino a 3-4 kg, ma questo causerebbe una potente disidratazione, con un successivo e considerevole calo della performance.oltre ad essere molto pericoloso per la salute;
  • perdendo massa muscolare: questo accadrebbe astenendosi dal mangiare e digiunando ma non provocherebbe altro che ipotonia, ossia la diminuzione di massa muscolare e non quella grassa;
  • perdendo grasso: per farlo bisogna agire in maniera sana, con alimentazione adeguata e bilanciata da un punto di vista di calorico cui si aggiunge una adeguata attività fisica, che sia di qualità.

2. Ci si affida ad un regime alimentare troppo ipocalorico

  • Se vi allenate con serietà e costanza, non fate mai diete ipocaloriche o a basso contenuto di carboidrati;
  • aumentate i carboidrati nei giorni di allenamento, tenendo leggermente più bassi i grassi;
  • tenete sempre costanti le proteine: il fabbisogno non cambia, a meno che per qualche motivo siate costrette a rinunciare agli allenamenti per un periodo di tempo molto lungo, magari per un infortunio;
  • per ciò che riguarda la consistenza dei pasti, cerchiamo di fare un’ottima colazione e di distribuire il resto dei pasti nel miglior modo durante la giornata. Sostanzialmente i più importanti sono due: il pasto pre workout, che fornisce energia per allenarsi e il pasto post, che permette un recupero più efficiente ed immediato. Importante è ricordare che dopo l’allenamento i muscoli sono come spugne assetate di glucosio e hanno bisogno di proteine per poter riparare quelli di loro che si son danneggiati e anche di grassi buoni al fine di sostenere la sintesi ormonale;diet1.jpeg-300x169 Donne, fitness e alimentazione: facciamo chiarezza!
  • un pasto ottimale e ben bilanciato è a base di carboidrati, rapidamente assorbibili e stimolatori dell’insulina ed un po’ di proteine e di grassi “buoni”. In questo processo è l’’insulina la chiave che permette agli zuccheri di entrare nelle cellule, in questo momento nel muscolo, trascinando all’interno di quest’ultimo anche gli altri nutrienti necessari per il recupero. Questo a sfatare il falso mito che non vorrebbe l’assunzione di carboidrati in orari serali, che andranno unicamente a ricaricare le scorte di glicogeno esaurite durante il lavoro dei muscoli e non a depositarsi sotto forma di grassi.